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| Sum 41 - Chuck TRACKLIST: 1. Intro 2. No Reason 3. We're all to Blame 4. Angels with Dirty Faces 5. Some Say 6. The Bitter End 7. Oper Your Eyes 8. Slipping Away 9. I'm not the One 10. Welcome to Hell 11. Pieces 12. There's No Solution 13. 88 "Il nome dell'album è una dedica a Chuck Pelletier. Durante il nostro viaggio nella Repubblica Democratica del Congo, a maggio, per girare un documentario sulla guerra civile per conto di War Child, ci siamo trovati intrappolati nei bagni di un hotel diventato teatro di scontri, nonostante il cessate il fuoco. Chuck è il funzionario ONU che ha escogitato il nostro piano di fuga, correndo con noi fino ad un carro armato in attesa fuori dall'albergo." Viene presentata così l'ultima fatica del quartetto punk canadese, spesso criticati come troppo "Mtv Oriented", visto il successo dei loro ultimi singoli. L'album in questione dimostra una grande maturazione nel sound della band, tanto che non si può più parlare prettamente di punk: in "Chuck" emergono influenze di vario tipo, dall'emo al nu metal, dal pop al thrash metal; basta ascoltare le prime 8 tracce (a mio avviso le migliori dell'album), per rendersi conto di questa varietà stilistica. "No Reason" e "Open Your Eyes" ricalcano il classico stile Sum 41 (per intenderci quello di "Still Waiting"), riff semplici, ritornelli melodici e facili da ricordare; "We're all to blame" alterna fasi estremamente pesanti, quasi hard core, a un ritornello estremamente melodico, quasi a richiamare le melodie dei System of a Down; "Some Say" e "Slipping Away" potrebbero essere tranquillamente uscite da un album dei Nickelback per le loro atmosfere pacate e tranquille; mentre chiaro omaggio a "Master of Puppets" con tanto di assolo in stile Kirk Hammett (e non sto parlando di plagio, vista la dichiarata passione del gruppo per i Metallica), è la sesta "The Bitter End". Il resto del disco ricalca queste ottime premesse, talvolta con momenti meno entusiasmanti di queste 8 precedenti, ma mantenendosi tutto su di un buon livello e ripetendosi raramente. Dal punto di vista tecnico-strumentistico i Sum 41 dimostrano ancora una volta di maneggiare decisamente i propri strumenti (Batterista e Chitarrista solista su tutti). Precisi al limite, curatissimi gli arrangiamenti soprattutto delle tante linee vocali (tutti e 4 i componenti cantano), e ottima la produzione. In sostanza i Sum 41 compiono decisamente un passo avanti, realizzando un buon album, che sicuramente verrà ascoltato non solo da amanti del punk, ma avvicinerà gusti differenti, anche verso chi non è avvezzo a tale genere (io in primis).Edited by †Devil_Prince† - 3/5/2009, 10:56 |
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